Il bandolo della matassa: riflessioni dopo il voto delle regionali
Il bandolo dell’intricata matassa del voto del 28 e 29 marzo è difficile da trovare, e io non l’ho trovato. Ma bisogna continuare a cercare, senza sosta, e bisogna fare presto. Più per l’Italia che per il PD, anche se il ruolo del PD è uno dei problemi dell’Italia di oggi.
Il bandolo dell’intricata matassa del voto del 28 e 29 marzo è difficile da trovare, e io non l’ho trovato. Ma bisogna continuare a cercare, senza sosta, e bisogna fare presto. Più per l’Italia che per il PD, anche se il ruolo del PD è uno dei problemi dell’Italia di oggi.
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L’Italia che c’è, quasi tutta da cambiare
Non si può certo essere soddisfatti per il voto del 28 e 29 marzo. Nemmeno per il buon risultato del centro sinistra in Toscana (ottimo) e in altre Regioni (Puglia, Liguria, Emilia Romagna, Marche, Basilicata, Umbria). Anche se poche speranze avevamo per Regioni come la Campania o la Calabria, attendevamo con maggiore fiducia buone notizie dal Lazio e dal Piemonte. E’ arrivato invece questo voto, che fotografa l’Italia che c’è.
Non si può certo essere soddisfatti per il voto del 28 e 29 marzo. Nemmeno per il buon risultato del centro sinistra in Toscana (ottimo) e in altre Regioni (Puglia, Liguria, Emilia Romagna, Marche, Basilicata, Umbria). Anche se poche speranze avevamo per Regioni come la Campania o la Calabria, attendevamo con maggiore fiducia buone notizie dal Lazio e dal Piemonte. E’ arrivato invece questo voto, che fotografa l’Italia che c’è.
Lettera sulla mia candidatura alle elezioni regionali
Un mese fa ho firmato l’accettazione di candidatura a consigliera nella lista regionale del Partito Democratico. Le liste provinciali e quella regionale sono poi state presentate come vuole la legge. Troverete perciò anche il mio nome sulla scheda elettorale, accanto al simbolo del PD, insieme a quelli delle altre candidate e degli altri candidati regionali e provinciali. La lista del PD è tra quelle che, nella coalizione di centro sinistra denominata Toscana Democratica, sostengono la candidatura a Presidente di Enrico Rossi.
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L’anomalia italiana
L’Italia è una Repubblica anomala, fondata sulla confusione. Non è una norma, ancora non lo è, per fortuna. È una constatazione del modo con il quale Berlusconi e la destra vogliono governare (o meglio sgovernare). L’anomalia italiana è scritta nelle pagine della cronaca politica di questi anni, dominata da un immenso e devastante conflitto di interessi. E l’abbiamo ritrovata nelle piazze di Roma di queste settimane.
L’Italia è una Repubblica anomala, fondata sulla confusione. Non è una norma, ancora non lo è, per fortuna. È una constatazione del modo con il quale Berlusconi e la destra vogliono governare (o meglio sgovernare). L’anomalia italiana è scritta nelle pagine della cronaca politica di questi anni, dominata da un immenso e devastante conflitto di interessi. E l’abbiamo ritrovata nelle piazze di Roma di queste settimane.
La ferita
Questa è l'Italia di Berlusconi: un paese nel quale chi è della cricca al potere può minacciare tutti - le istituzioni, la magistratura, le opposizioni - anche quando i guai li fai lui. Si tratti di corruzione o di presentazione di liste. Non una ammissione di colpa, non un gesto di scusa agli italiani, non un segno di ravvedimento.
Questa è l'Italia di Berlusconi: un paese nel quale chi è della cricca al potere può minacciare tutti - le istituzioni, la magistratura, le opposizioni - anche quando i guai li fai lui. Si tratti di corruzione o di presentazione di liste. Non una ammissione di colpa, non un gesto di scusa agli italiani, non un segno di ravvedimento.
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