Il Gruppo di lavoro sulla legge elettorale

Il Gruppo di lavoro del Consiglio regionale sulla legge elettorale: Comunicazione al Consiglio 

Daniela Lastri

Gentile Presidente, colleghe e colleghi consiglieri,

con la seduta del 23 luglio 2014 si è conclusa l’attività del Gruppo di lavoro sulla riforma elettorale, di cui sono stata coordinatrice.

Voglio qui anzitutto ringraziare tutte le colleghe consigliere e i colleghi consiglieri che a vario titolo vi hanno partecipato, il Segretario del Consiglio regionale e tutti i funzionari del Consiglio e dell’Osservatorio elettorale della Giunta, che hanno assicurato il loro prezioso supporto, con la professionalità e la competenza che erano richieste.

L’8 agosto ho consegnato la relazione sull’attività del Gruppo di lavoro, adempiendo a una espressa richiesta dei componenti del Gruppo stesso. Credo che i materiali saranno pubblicati, del resto costituiscono attività istituzionale di primaria rilevanza.

La relazione è stata trasmessa a ciascuno di voi, e ciò mi consente di presentarla in modo sintetico, anche perché oggi è, infine, all’esame e al  voto del Consiglio le varie proposte di legge presentate in questi anni e in queste ultime settimane, tra cui la proposta di legge 348, che ha ricevuto il voto favorevole della Commissione consiliare competente, la Commissione Affari istituzionali. Questa proposta, come tutti sappiamo e per le ragioni che emergeranno nel corso del dibattito che da qui a poco svolgeremo, non  è sottoscritta dalla maggioranza dei componenti del Gruppo di lavoro, e tuttavia sarebbe ingeneroso – verso i consiglieri presentatori ma soprattutto verso l’attività del Gruppo di lavoro – non rilevare che essa raccoglie alcune importanti indicazioni e gli approdi emersi nel corso di due anni di discussioni e approfondimenti, risolvendo invece in altro modo alcuni passaggi chiave. Considero aspetti condivisi l’attuazione del principio della parità di genere, il voto di preferenza agevolato donna-uomo, le liste plurinominali in circoscrizioni piccole, il premio di governabilità collegato al doppio turno per l’elezione del Presidente della Giunta regionale in caso di mancata elezione con più del 40%. Punti importanti di contatto tra le diverse opzioni in campo, che sono un patrimonio da non sottovalutare.

Quando cominciò questo lavoro, ebbi modo di invitare tutti a fare discussioni nel merito, anche mettendo nel conto di cambiare in corso d’opera le proprie convinzioni iniziali a seguito del confronto con gli altri. L’obiettivo, dicevo, era di dare alla Toscana una buona legge, nella quale, al di là degli interessi particolari, si costruissero le condizioni per una competizione vera, trasparente, efficace. Questo è stato, a mio giudizio, l’effettivo svolgimento delle cose: la progressiva enucleazione delle scelte fondamentali maggiormente condivise, nelle quali ciascuno, compresa la sottoscritta coordinatrice, ha dato il proprio contributo in situazione di parità, cedendo qualcosa delle proprie posizioni originarie in vista dell’obiettivo comune, cercando di convincere gli altri nel merito, e prendendo atto delle soluzioni e dei suggerimenti tecnici e del formarsi di opinioni maggioritarie, anche in considerazione del sostegno che avrebbero avuto queste posizioni in Consiglio.

Resto convinta che il gruppo di lavoro era ormai in grado di pervenire a un testo base largamente condiviso che, per come era stato costruito, avrebbe consentito a tutti di riconoscere, nel voto finale del Consiglio, il contributo dato da ciascuno. Questo esito, mi auguro, non è ancora precluso.

Nella mia relazione, ho raggruppato l’attività del Gruppo di lavoro in tre periodi:

  • una prima fase preliminare-ideativa: si fissano obietti e metodo di lavoro, si studiano i materiali selezionati, si sollecitano i gruppi politici a elaborare proposte e documenti di orientamento;
  • una seconda fase istruttoria: si lavora sulle opzioni formulate dai gruppi politici, se ne verifica la fattibilità, e infine si predispone – tra fine luglio e inizi agosto 2013 – un atto di indirizzo del gruppo. L’atto di indirizzo è del 9 agosto 2013 ed è approvato da tutti, ad eccezione del rappresentante di F.I.;
  • infine la terza fase deliberativa, nella quale si prende a riferimento un testo di legge (testo PD del 30 gennaio 2014) e ci si lavora sopra.

Di ciascuna di queste fasi si dà conto nella relazione, evidenziando le posizioni emerse e il formarsi di orientamenti maggioritari.  Segnalo che il metodo adottato ha puntato a evitare pronunciamenti a colpi di maggioranza. In questo contesto, ho cercato di volta in volta di riassumere le questioni e di segnalare gli approdi che mi sembravano rappresentare punti di vista che avrebbero consentito di conseguire maggiori consensi. L’intenzione era di riservare infine alla fase effettivamente deliberativa il momento di espressione delle posizioni finali di ciascuno in condizioni di ascolto reciproco.

I lavori del Gruppo sono stati ovviamente condizionati, anche nei tempi, dalle influenze provenienti da un ambiente esterno particolarmente dinamico e in rapida evoluzione proprio su punti di strettissima attinenza con l’attività svolta, come le tornate elettorali, i cambi di leadership dei partiti, la formazione di nuovi gruppi consiliari, e soprattutto la fondamentale sentenza n. 1/2014 con la quale la Corte Costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità di alcune norme cardine del sistema elettorale del Parlamento nazionale.

La ovvia permeabilità del Gruppo rispetto ai fatti citati, unitamente alla complessità dell’impegno assunto, hanno fatto sì che il progredire dei lavori sia stato non solo inevitabilmente lungo, ma anche soggetto a frequenti cambi di velocità, a lunghe fasi di riflessione e attesa di esiti di eventi esterni rilevanti (es. esiti della commissione nazionale sulle riforme costituzionali e elettorali, sentenza della Corte Costituzionale sul cd. Porcellum), seguite poi da rapidi progressi, talvolta perduti o congelati a lungo, come è del tutto evidente possa accadere rispetto a un tema di così forte sensibilità politica. Ugualmente evidente è poi il costante sviluppo di relazioni politiche istituzionali ed extraistituzionali con le organizzazioni politiche esterne e di queste fra loro con tavoli paralleli e negoziati bilaterali, che tuttavia hanno sempre trovato nel Gruppo di lavoro il naturale centro di gravità e il necessario contesto di rappresentazione formale.

Richiamo dalla mia relazione quelli che considero i tre momenti chiave che hanno contraddistinto l’attività del Gruppo:

a) l’adozione, il 9 agosto del 2013, del documento di indirizzo, cui non aderì solo il rappresentante del Pdl, sulla base di considerazioni che, tuttavia, sono state poi in gran parte recepite dal testo posto a base del lavoro del Gruppo il 30 gennaio 2014;

b) l’adozione del testo base, presentato dal presidente del gruppo del PD il 30 gennaio 2014, che sviluppa uno dei due modelli previsti nell’atto di indirizzo (voto di preferenza con liste circoscrizionali corte) e introduce le importanti novità del ballottaggio per l’elezione del Presidente della Giunta regionale e delle preferenze agevolate;

c) la presentazione, per iniziativa del presidente del gruppo del PD, di un nuovo testo nella seduta del 19 giugno 2014 (testo 13 giugno), nel quale si operano modifiche significative rispetto a quello in esame dal Gruppo, le principali delle quali sono le soglie d’accesso differenziate, la differenziazione del premio di maggioranza, l’introduzione del listino regionale facoltativo, la possibilità di presentare candidature plurime in tre circoscrizioni, la riduzione del numero delle firme necessarie per la presentazione. Dalla relazione è possibile ricavare quali di queste modifiche raccoglievano indicazioni sostenute da componenti del Gruppo, quali avevano visto una espressione nettamente sfavorevole, e quali avevano il carattere dell’assoluta novità.

La relazione dà conto del dibattito che si è sviluppato nel Gruppo su questi passaggi chiave. Chiaramente, il dibattito sul testo presentato il 19 giugno assume una rilevanza decisiva. Nella relazione si dà conto sia del vivace dibattito che si svolse nella seduta del 19 giugno, sia delle riflessioni svolte nella seduta successiva del 14 luglio intorno alle note giuridiche elaborate sui punti più spinosi (listino bloccato regionale e soglie di sbarramento differenziate), sia della ricognizione conclusiva, da me fatta nella seduta del 21 luglio, nella quale si individuavano la persistenza solo di poche questioni ancora divisive, mentre l’impianto generale del testo risultava, a mio avviso, sufficientemente condiviso. Ricordo quella ricognizione:

  • nel merito della rappresentanza dei partiti minori nelle circoscrizioni più piccole, non esistevano, allo stato attuale, sistemi in grado di assicurala senza incorrere in esiti paradossali e ancor più negativi;
  • rispetto al listino bloccato facoltativo, presi atto del prevalere, all’interno del Gruppo di lavoro, di un giudizio di non positività, che dichiarai di condividere anche in qualità di Coordinatrice, assumendo le conclusioni delle note giuridiche agli atti che ne evidenziavano i manifesti profili di illegittimità costituzionale;
  • per quanto attiene alle soglie di sbarramento multiple, osservai che la nota giuridica trasmessa si esprimeva in termini problematici, facendo emergere l’opportunità di una soglia unica fissata in una quota percentuale ragionevole (ad esempio il 3%);
  • per quanto atteneva il tema delle firme a sostegno delle liste circoscrizionali, illustrai l’ipotesi di accompagnare la riduzione del 40% ad una parametrazione delle firme strettamente proporzionale alla popolazione residente nelle distinte circoscrizioni, e non per scaglioni, al fine di rendere omogeneo sul territorio lo sforzo per la loro raccolta e autenticazione.

A mio avviso, come ricordo nella relazione, il Gruppo avrebbe potuto convergere su un testo finale da rimettere al voto dell’aula entro la fine di luglio, affidando a quella sede anche l’esame di ordinari emendamenti al testo.

Infine, la relazione ricostruisce le ulteriori proposte formulate nel corso della seduta del 23 luglio dal presidente del gruppo del PD, derivanti da una mediazione, condotta al di fuori del Gruppo, e finalizzata ad acquisire il pieno sostegno di Forza Italia alla riforma della legge elettorale. Si tratta del momento conclusivo del lavoro del Gruppo, che determina una oggettiva separazione delle posizioni, resa infine esplicita con l’approvazione di un documento di sostegno al testo PD del 13 giugno, privato della norma sul listino regionale e modificato nella indicazione della soglia di sbarramento al 3%. All’approvazione di questo documento non parteciparono i rappresentanti del PD, di Forza Italia e di Toscana Civica TCR. Ovviamente, in considerazione della frattura del Gruppo di lavoro e dell’impossibilità di pervenire a una sintesi efficace, io mi sono astenuta sul documento votato.

I firmatari dell’intesa raggiunta fuori dal Gruppo di lavoro hanno poi trasfuso il testo nella pdl 348, oggi all’esame del Consiglio.

Questo, in poche parole, è il contenuto della relazione da me presentata.

Permettetemi solo una considerazione finale. Quando ho assunto il compito di coordinare il Gruppo di lavoro, l’ho fatto nella convinzione che il metodo prescelto fosse il migliore, e ho cercato di farmi carico delle esigenze di ognuno, e ancor più perché ero convinta che la legge elettorale regionale – per quanto inevitabilmente sottoposta a tensioni politiche – dovesse essere frutto di un lavoro comune. Per me lavoro comune significava soprattutto farsi carico, pur nella diversità delle opinioni, delle ragioni degli altri, cosicché anche nel voto finale, anche nell’espressione delle diversità, si potesse riconoscere il valore di quel lavoro, la capacità di stare nel merito, la volontà di raggiungere comunque un risultato per tutti importante. Speravo che le diversità, quando sarebbero giunte a manifestarsi, avrebbero testimoniato il reciproco riconoscimento di una tensione unitaria. Questo significava per me cercare di interpretare al meglio un ruolo dal carattere prettamente istituzionale.

Perciò, il sostanziale venir meno del progetto originario che diede vita al Gruppo di lavoro, è per me motivo di preoccupazione, poiché potrebbe confermare l’idea che organismi di questo tipo sono ormai superati da un incedere del dibattito politico molto difficile. Auspico che la discussione che ci apprestiamo a fare, e a cui parteciperò da semplice consigliera, tenga comunque conto, anche nelle relazioni tra le forze politiche, allo stesso modo sia dei punti di condivisione faticosamente raggiunti sia dei punti di contrasto, in un dibattito franco, fatto anche di espressioni di voto diverse, ma attento all’obiettivo comune di dare alla Toscana una buona legge elettorale.

Firenze, 9 settembre 2014

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